Un sito dedicato al marketing digitale non si struttura come un sito vetrina classico. Le sezioni riflettono mestieri distinti (SEO, paid media, analytics, content marketing), e il loro assetto condiziona tanto il crawl quanto la capacità di convertire profili decisionali. Qui di seguito dettagliamo le scelte architettoniche che fanno la differenza tra un sito leggibile da Google e un sito realmente operativo per i suoi utenti.
Tassonomia delle sezioni: separare i servizi dai contenuti editoriali
Il primo errore strutturale che osserviamo sulla maggior parte dei siti di marketing digitale è la mescolanza tra pagine di servizi e pagine di contenuto all’interno della stessa branca di alberatura. Un repertorio /services/seo/ che contiene sia la pagina commerciale “Audit SEO” sia articoli di blog sul posizionamento naturale crea una cannibalizzazione semantica tra pagine transazionali e informative.
La soluzione consiste nel mantenere due branche parallele a livello 1 dell’alberatura: una branca /services/ (o /expertises/) riservata alle pagine transazionali, e una branca /resources/ (o /blog/) dedicata ai contenuti editoriali. Il linking interno collega poi ogni articolo di blog alla pagina servizio corrispondente tramite link contestuali, senza mai fondere le due intenzioni di ricerca in un’unica URL.
Questa separazione ha un impatto diretto sul budget di crawl. I robot indicizzano più efficacemente un sito la cui gerarchia distingue chiaramente le pagine ad alta valore commerciale dalle pagine di acquisizione organica. Su il sito Experts Marketing, questa logica di suddivisione è visibile fin dal piano del sito: ogni sezione corrisponde a un’intenzione utente identificata, non a una categoria interna dell’azienda.
Sezione analytics e conformità del tracking su un sito di marketing digitale

Raccomandiamo di trattare la sezione “misura e performance” come un sottoinsieme a sé stante, e non come un semplice paragrafo in una pagina generica. Un sito di marketing digitale che presenta le proprie competenze in analytics deve anche dimostrare la propria conformità in materia di raccolta dati.
In Francia, l’esenzione di consenso per gli strumenti di misurazione dell’audience rimane limitata a statistiche anonime, senza incrocio con altri trattamenti. La configurazione conta più della scelta dello strumento: finalità dichiarate, durata di conservazione, anonimizzazione effettiva e assenza di condivisione con terzi. Una pagina dedicata alla politica di misurazione (distinta dalla politica di privacy) rafforza la credibilità tecnica del sito.
Concretamente, la sezione analytics di un sito di marketing digitale dovrebbe esporre tre livelli di informazione:
- Gli indicatori seguiti per ogni canale (SEO, campagne paid, social media) e la metodologia di reporting utilizzata
- Gli strumenti implementati con il loro modo di configurazione (server-side, proxy, esenzione CNIL se del caso)
- Gli impegni di conformità rispetto alla direttiva ePrivacy e al GDPR, con un link verso la dichiarazione di trattamento
Accessibilità come sezione di progettazione di un sito web di marketing
L’accessibilità non è più un’aggiunta cosmetica riservata ai siti pubblici. Dal 28 giugno 2025, l’European Accessibility Act (EAA) estende alcune obbligazioni ai servizi privati destinati ai consumatori, in particolare l’e-commerce, i servizi bancari e le comunicazioni elettroniche. Un sito di marketing digitale che offre servizi di creazione web o strategia di contenuto deve integrare questa vincolo nella propria struttura.
Due riferimenti coesistono senza confondersi. Il RGAA rimane il quadro francese di valutazione dell’accessibilità, principalmente applicato agli organismi pubblici e alle grandi aziende. L’EAA, di portata europea, riguarda alcuni prodotti e servizi privati. Un sito e-commerce può rientrare nell’EAA senza essere soggetto alle stesse obbligazioni di un organismo pubblico regolato dal RGAA.
Raccomandiamo una pagina dedicata all’accessibilità nell’alberatura, allo stesso livello delle note legali. Questa pagina dettaglia il livello di conformità mirato, i test effettuati e le aree di miglioramento. Oltre all’obbligo normativo, un percorso utilizzabile da tastiera e compatibile con i lettori di schermo migliora l’esperienza di tutti i visitatori, compresi quelli che navigano su mobile in contesti degradati.

Link interno tra sezioni: strategia di contenuto e pagine pilastro
Un sito di marketing digitale funziona per grappoli tematici. Ogni sezione principale (SEO, strategia social media, campagne pubblicitarie, marketing di contenuto) costituisce un cluster di cui la pagina pilastro concentra l’autorità. Gli articoli satellite trattano sottotemi specifici e rimandano sistematicamente alla pagina pilastro tramite un’ancora descrittiva.
Il tranello frequente consiste nel creare pagine pilastro troppo generaliste, che tentano di coprire l’intero argomento in superficie. Una pagina pilastro “Marketing digitale” di tremila parole che accenna a SEO, social media, email marketing e analytics non punta a nessuna query precisa. Meglio una pagina pilastro per ogni expertise, con un titolo transazionale mirato.
- Pagina pilastro /services/seo/ collegata agli articoli “audit tecnico”, “strategia di parole chiave”, “netlinking”
- Pagina pilastro /services/social-media/ collegata ai contenuti sui calendari editoriali, le campagne sponsorizzate e la sorveglianza competitiva
- Pagina pilastro /services/content-marketing/ connessa alle guide sulla linea editoriale, i formati di contenuti e la distribuzione
Ogni pagina pilastro deve anche ricevere link dal menu principale o dal footer, garantendo una profondità di clic massima di due livelli dalla pagina principale. Oltre tre clic, una pagina perde in frequenza di crawl e in visibilità organica.
La struttura di un sito di marketing digitale non ha vocazione a essere fissa. Le sezioni evolvono con i servizi offerti e le intenzioni di ricerca degli utenti. Un audit dell’alberatura ogni sei-dodici mesi, incrociando dati di Search Console e percorsi utente registrati, permette di identificare le branche morte e i nuovi grappoli da creare.



